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In politica, scambiare i pii desideri, i colpi bassi e le improvvisazioni tatticiste, con una concreta realtà studiata e strutturata nel tempo e nel rispetto delle persone, non paga. Dopo una notte da leoni per il PD di Cave il pomeriggio del 26 maggio è diventato un altro paio di pantaloni: troppo stretti da indossare. Il suo Coordinatore Matteo Casali è però serio e determinato e, mostrandoci dei dati sul delta tra Lupi e Boccuccia che si approssimerebbe ad un intervallo tra i cinquanta ed i cento voti per sezione, esclama : Viva la Democrazia! Onore a lui. Al contrario degli altri due candidati presenti ai seggi, non abbiamo visto sul campo il terzo arrivato. Attenderemo quindi sue notizie dal suo giornalino auto – referenziale a cui ha affidato tutta la campagna elettorale della lista VIVIAMO CAVE. Quando l’andamento dello spoglio è diventato sicuro Angelo Lupi è stato a lungo applaudito e alla nostra domanda su come si sentisse, ha risposto che si sentiva bene per il paese e che erano forse possibili, ora, nuove aperture. Ma andiamo con ordine e riassumiamo il contesto che ha preceduto le Amministrative Comunali e cioè la consultazione Europea 2013. Poiché il panorama delle europee 2009 è totalmente disomogeneo con la situazione attuale, l’unica possibilità di comparare i dati elettorali si realizza con le elezioni per la camera del Febbraio 2013. Innanzi tutto ricordiamo che gli aventi diritto al voto per entrambe le consultazioni sono stati 8348. I votanti sono stati 6623, con un numero di voti validi, depurati da nulle e bianche di 5671. Cioè duemilaseicentosettantasette (2677) voti che mancano. Certo ci sono delle percentuali fisiologiche di non voto, ma sarebbe davvero così sbagliato dire che il primo partito a Cave è questo ? Ma chi non vota ha torto e quindi il primo partito europeo a Cave è il Partito Democratico con 1701 voti. Il lieve incremento di meno di 200 voti rispetto al 2013 si può attribuire ad un travaso di voti dalla lista di Monti e da altre situazioni moderate. Il secondo partito è il M 5 S che tiene, incrementandosi a 1571 voti. Faremo in seguito valutazioni più approfondite, ma salta agli occhi che, per la stolta dabbenaggine della signora “ il movimento sono io “ ed altri sodali,(che a suo tempo certificarono per il meetup di Cave personaggi della partitocrazia cavese interessati solo a fare entrismo e bloccare il potenziale del M5S) nessuna lista a Cinque stelle è presente alle amministrative. Terzo posto a Forza Italia con 1512 voti. Difficile confrontare con il 2013, ma anche aggregando le altre situazioni di destra, l’impressione è che qualche centinaio di voti sia opportunisticamente emigrato verso altri lidi o sprofondato nell’astensione. Quarto posto a Fratelli d’Italia con 476 consensi. Che poco conteranno visto il mancato raggiungimento del quorum a livello nazionale. La coppia NCD-UdC è quinta con 275 voti . Sesta la Lega Nord(!?)che con 240 voti veicola e conta a Cave i consensi a Casa Pound. Settima con 224 voti l’altra Europa con Tsipras che avendo acchiappato a livello nazionale il quorum per un pelo, manterrà la possibilità di dire la sua. Non così sarà per i V.E. – Green I. che con 75 voti pagano il danno creato dalle dissennate escandescenze giustizialiste di chi fa politica a colpi di magistratura e velleitarie delegittimazioni in rete. Scelta Europea: 73,- IdV : 46,- Io cambio, Maie : 25. Come abbiamo già detto, questa prevalenza alle europee del PD che entrava nel “progetto civico Cave Insieme per Sergio Boccuccia “ ha fatto fantasticare molti. I 1890 voti non sono stati però sufficienti a battere la lista programmaticamente civica, “con Cave Bene Comune per Angelo Lupi Sindaco” che con i suoi 2777 voti riapre i portoni del Comune della Sirena con i piedi della continuità e la testa nel futuro. Per quanto riguarda L’Architetto (1815 voti ) si può dire che il tentativo di Ettore Lucarelli di creare una diversa facciata di credibilità alle sue politiche è stato, come al solito, assai creativo. I più ingenui si “sorprendono” per il fatto che il proporre un non Cavese per il ruolo di Sindaco era palesemente una autorete. Ma lo scenario regionale, nazionale ed europeo, con il suo portato di crisi e di espropriazione di poteri economici e sovranità politiche, potrebbe, alla lunga, premiare più chi si è defilato pur inscenando una grande rappresentazione di competizione elettorale, che chi si è messo gli occhiali “da vicino” lasciando nel cassetto quelli “da lontano”. Gli strateghi, pur di vincerla, sono a volte disposti a dissimulare la loro vera guerra e perdere battaglie marginali. Appena disponibili le preferenze individuali riapriremo l’analisi del voto.

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