GLI ITALIANI DA “POPOLO DI POETI, DI ARTISTI, DI EROI, DI SANTI, DI PENSATORI, DI SCIENZIATI, DI NAVIGATORI”, COSA SONO ORA? ALLA DOMANDA NON È FACILE DARE UNA RISPOSTA QUESTO È IL TEMPO DELLA CONFUSIONE E DELLA VIOLENZA NON SOLO IN ITALIA, MA OVUNQUE COME E DOVE SI SCARICANO LE TENSIONI ESISTENTI? PRINCIPALMENTE NELLE PIAZZE, DOVE AVVIENE DI TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO –
Ogni giorno, non solo nelle piazze delle città più in vista d’ Italia, ma anche di tanti altri paesi d’ Europa e del mondo, avvengono pressoché quotidianamente manifestazioni di vario genere.
Manifestare è legittimo secondo le migliori Costituzioni dei regimi democratici. Assurdo pensare di vietare una pacifica manifestazione, volta ad invocare la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, soprattutto quando sono proditoriamente violati.
Fin qui ci siamo e sicuramente tutti siamo fermamente d’ accordo.
Questo fondamentale principio non funziona più se si abusa del diritto di manifestare e se si trasforma in violenze contro persone e cose.
Tra scioperi indetti dai Sindacati e scese in piazza per iniziative a difesa delle libertà, come quella di stampa, per esempio, non c’ è giorno che le cronache non sono piene di scontri con le Forze dell’Ordine e di disastri.
C’è un malcontento generale che è generato da un clima d’ odio presente in tutte le forze politiche, che non sanno più cosa fare per riuscire a districarsi tra le maglie di una situazione non più sostenibile.
Per capirci qualcosa, facciamo un esempio per ciò che accade nello sport. Se la squadra di calcio del cuore vince lo scudetto è festa grande. Non solo i tifosi, ma tutti i cittadini si riversano per le vie e nelle piazze con caroselli di macchine, bandiere e suoni di claxon esultanti. È festa grande, non si rompe niente e non si offende nessuno.
La stessa cosa succede e ancora di più quando gli azzurri della nostra nazionale vincono il campionato del mondo. Gli Italiani impazziscono di gioia e di orgoglio. Per diversi giorni si fanno grandi feste per il successo ottenuto.
E, invece, quale forza politica riesce ad emergere sulle altre in questi giorni? Quale partito trascina di più ed entusiasma? Si verificano soltanto invasioni di campo, violenze di ogni genere, litigi e risse spesso sanguinose.
Nel campo delle guerre in corso, poi, è bastata una tregua e il popolo palestinese stava ritornando felice sulle rovine del proprio paese distrutto, pronto a ricominciare da capo a ricostruirlo e a vivere in pace.
Ma che delusione e che amarezza, quando si è ricominciato con le atrocità appena trascorse!
Queste situazioni ci ricordano scene dell’inferno dantesco nel girone degli avari e prodighi. Gli avari sono in una metà del girone e gli altri nell’ altra metà. Girano ognuno in senso contrario all’ altro.
Quando s’ incontrano se ne dicono quattro, accusandosi l’uno con l’altro e ritornano indietro per rincontrarsi nuovamente al termine delle due metà. E così per sempre.
Sulla terra si continua a manifestare in ogni modo e di continuo, senza riserve. Ci rimettono in primis gli agenti delle Forze dell’Ordine, i manifestanti e i malcapitati cittadini. Ogni volta è
Un bollettino di guerra e senza vincitori e vinti. Solo vittime e distruzione.
La vera causa di questo scombussolamento generale è dovuto all’ immane caos che è dappertutto e ai partiti e a coalizioni di partiti in lotta tra loro.
Le masse dei manifestanti, sempre più crescenti, scendono in campo, perché non se ne può proprio più di andare avanti di questo passo. Basta una scintilla e gli incendi divampano con grande facilità.
La questione della Palestina libera ora è la scintilla giusta.
Ce ne sono ben altre di questioni. Quella di fondo è che l’Europa non è ancora una vera unione e che non realizza le aspirazioni dei 28 paesi che la compongono.
Inoltre sono troppi i galli a cantare sulla scena mondiale. Così non fa mai giorno, né mai spunta il sole della pace. Putin, Trump e compagnia bella non trovano accordi tra dii loro. Ognuno mostra i suoi muscoli e va per la propria strada.
Stiamo precipitando sempre più nel profondo dell’abisso. “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale”, ha detto un grande, “ma come si combatterà la quarta: con la fionda e con la clava”.
Per dirla in breve: un giorno di là da venire (speriamo e auguriamoci mai) dovremmo ricominciare da Adamo ed Eva, da Caino e da Abele. Questo mondo ormai è proprio da rifare.
Pino Pompilio











