SAN CESAREO 27 AGOSTO 2025, RICORRENZA DEL SANTO PATRONO – TRE I GIORNI DI FESTA, RINVIATI AL 29 – 30 – 31 DI AGOSTO
SAN CESAREO 27 AGOSTO 2025, RICORRENZA DEL SANTO PATRONO –
TRE I GIORNI DI FESTA, RINVIATI AL 29 – 30 – 31 DI AGOSTO –
Chi è stato San Cesareo? Come mai si è dato il suo nome a questa cittadina?
Tra i paesi del circondario sono piuttosto rari quelli che hanno nomi di Santi, mentre abbondano località religiose di grande valore storico e culturale.
Possiamo affermare che, nonostante il narratore abbia attinto qua e là nella letteratura agiografica posteriore, il racconto della Passio di Cesareo e Giuliano è storicamente fondato.
Ragionevolmente, i fatti drammatici raccontati da un colto Presbitero (o Monaco o Diacono) del V secolo, attivo nella Chiesa di Terracina, vanno collocati, se ci basiamo sulla storia della Chiesa, durante la persecuzione di Ulpio Nerva Traiano (98-117 d.C.), intorno all’anno 100 d.C.
La Passio racconta il martirio di un giovane tra i 20 e i 25 anni, Cesareo, arrivato a Terracina probabilmente dall’area egiziano-siro-palestinese e perciò definita Africa.
Era un diakonos (servitore del Vangelo), cioè un predicatore missionario, “profeta fratello di profeti” inviato ai pagani dalle Chiese giudeo-cristiane della seconda metà del primo secolo, Sicuramente nei primi giorni di gennaio, probabilmente durante le Kalendariae in onore di Roma e di Augusto, davanti al tempio maggiore che dominava il Foro Emiliano di Terracina, polemizzò con veemenza con i culti paganeggianti locali, fino a essere arrestato, processato secondo le regole del diritto romano del tempo e successivamente giustiziato dopo oltre un anno di prigionia.
Il suo profilo sembra decisamente accostarsi ai numerosi “missionari itineranti” (di cui San Paolo rappresenta il prototipo e modello), presenti nel NT e assoluti protagonisti della rapida diffusione del Cristianesimo nel bacino mediterraneo, a partire dagli anni 40-50 d.C.
Nel V-VI secolo, quando il culto per i due martiri si era da tempo diffuso a Roma, un colto presbitero o diacono della Chiesa di Terracina o forse un monaco residente nella città, ha composto in latino la prima versione del racconto.
La conferma ci viene dalla cornice topografica molto precisa: si citano il Monte S. Angelo, il Pisco Montano, la pineta delle Arene, il tempio erroneamente definito di Apollo (sulle cui fondamenta sarà realizzata nel XII secolo l’attuale Cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Cesareo), il Capitolium e la Basilica con annesse carceri che compongono il Foro Emiliano, rimasto integro almeno fino al V secolo.
Il corpo di San Cesareo fu sepolto lungo la via Appia, che passava per Terracina.
Diventato fonte di miracoli e prodigi, il nome di San Cesareo è cresciuto sempre di più sia nella Chiesa che nell’ Impero. La popolarità del Santo ha fatto sorgere un alone di molteplici leggende intorno alla sua straordinaria vita. Queste si sono mescolate con i fatti reali, creando fantasiose aggiunte a quelli propriamente veri. A tutt’ oggi non è facile separare la leggenda dalla storia, né conviene. È un bellissimo e affascinante intreccio.
Terracina lo ha eletto subito a suo Patrono, quando il cristianesimo si diffondeva liberamente e velocemente dovunque, dopo l’Editto di Costantino (313 d.C.). Ne aveva ben donde per via dell’amore del Santo per quella città.
Nella prima metà dell’XI° sec. i monaci basiliani dell’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata bonificarono dal paganesimo i luoghi che non avevano ancora denominazioni cristiane. Dove ora sorge San Cesareo eressero una chiesetta e battezzarono la località con il nome del Santo di Terracina.
Nel 1991, quando San Cesareo era già da un anno diventato Comune autonomo, il Vescovo della Diocesi di Palestrina, Mons. Pietro Garlato dichiarò ufficialmente San Cesareo patrono della città. Nel ’92 il successore di Garlato, Mons. Vittorio Tomasetti stabilì la festa di San Cesareo al 27 agosto di ogni anno. Nella chiesa-parrocchia già si venerava una statua del Santo. Non era di certo nuovo e sconosciuto ai Sancesaresi.
Il 19 luglio del 1997 il Cardinale Alberto Vallini portò in dono alla città di San Cesareo reliquie del Santo dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme in Roma. Sotto l’altare maggiore di questa basilica riposa, in un sarcofago di basalto, il corpo di San Cesareo. Memorabile e grandiosa la cerimonia della consegna del prezioso dono, avvenuta in piazza Giulio Cesare.
Come ogni anno, anche in questo, il 27 agosto, c’ è stata la ricorrenza del Santo Patrono. I festeggiamenti hanno avuto inizio venerdì 29 agosto e sono proseguiti alla grande per i rimanenti giorni fino a domenica 31.
P.S.
Molti sono i testi che parlano dei fatti qui sopra fatti qui sopra raccontati. Ne citiamo solo quattro, di cui due scritti dal nostro concittadino, il Dottor Emilio Ferracci, uno illustrato dallo storico di Cesa (CE) Giovanni Guida e uno studio di un teologo di Terracina, Prof. Agostino Orilia:
1- SAN CESAREO, STORIA DI UN PAESE SENZA STORIA
2 – SAN CESAREO E LAGER LABICANUS
3 – CAESARIUS DIACONUS
4 – CESARIO MISSIONARIO E MARTIRE
Pino Pompilio










