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SAN CESAREO, PATRONO DEL PAESE, SAN JOSE’ STELLA DEI GIOVANI DELL’ A. C

Sabato, 24 giugno, straordinario evento per i giovani dell’Azione Cattolica parrocchiale e per tutta San Cesareo. E’ arrivata la reliquia di San Josè Sanchez de Rio, un giovane messicano canonizzato da Papa Francesco il 16 ottobre 2016.

José aveva circa 15 anni, quando è stato ucciso dai suoi persecutori. Questi volevano che rinnegasse la fede e ciò in cui lui credeva maggiormente: Cristo Re e la Madonna di Guadalupe. E’ volato al cielo con i loro nomi sulle labbra.

Il giovane martire è nato a Sahuayo il 28 marzo del 1913. Breve l’arco della sua vita, perché il 10 febbraio del 1928, per essere soldato fedele nell’esercito di Cristo ha sacrificato la propria vita. Era in atto la protesta dei cattolici messicani contro lo Stato, che aveva negato i diritti alla libertà religiosa. La protesta dal 1926 al 1929 è diventata la “Guerra Cristera”.

Durante la prigionia riuscì a far recapitare alla mamma una lettera nella quale, tra le altre cose, scriveva: “Mamma, non è mai stato così facile come adesso guadagnarsi il paradiso”.

A parlare di San José è venuto Padre Fidel Gonzales Fernando, Rettore del collegio pontificio urbano, nonché Postulatore della causa di beatificazione del novello Santo, che i ragazzi dell’A.C. di San Cesareo hanno scelto come loro protettore.

Padre Fidel ha donato ai sancesaresi la reliquia di San José che, posta al centro di una magnifica croce sul cui braccio orizzontale campeggia la scritta: “Viva Cristo Re”, ha fatto ingresso in chiesa portata in processione dal Presidente Andrea Torre.

Il reliquiario di San José è stato artigianalmente realizzato dal Maestro del ferro Marco Bazzoffi, genitore di una delle bambine dell’ACR, prendendo spunto da quello originale portato al Papa da padre Fidel il giorno della canonizzazione.

Ora le reliquie dei martiri diventano due. La prima è quella di San Cesareo, donata dalla chiesa di Terracina, dove il giovane è stato precipitato da una rupe. Era il primo secolo dell’era cristiana. A Terracina in quel periodo si adoravano dei pagani, tra cui Giove Anxur e Apollo. Il giovane Cesareo era contro i riti cruenti. La consegna della suddetta reliquia è avvenuta il 19 luglio 1997, quando era parroco don Remo Ronci. Tra breve il 20° anniversario.

Attualmente, nella cappellina, si possono ammirare due teche installate da don Guido per il culto e la venerazione delle cinque reliquie presenti. Le altre tre appartengono a San Giuseppe, San Pio, e Papa Pio XI° .

Ha celebrato in modo solenne il Postulatore, che ha ringraziato i fedeli per la positiva accoglienza di San José. Entusiasti i ragazzi dell’Azione Cattolica. Esaltante il discorso finale del Presidente, Andrea Torre. E’ stato lui l’artefice della realizzazione dell’ultimo gioiello in fatto di reliquie, grazie anche alla collaborazione degli altri educatori. L’AC di San Cesareo è una squadra vincente.

 

Pino Pompilio

 

 

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