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Quello che doveva essere l’appuntamento per richiamare a Zagarolo i compagni o gli amici della sinistra, si è rivelata la cartina di tornasole di una sinistra divisa. Divisa ma anche desiderosa di riappropriarsi di quegli spazi che una volta erano della sinistra vera, di un partito comunista che era il paladino delle lotte in difesa dei cittadini. Oggi il suo colore rosso si è sbiadito di molto dove il bianco, colore della vecchia DC, ha preso il sopravvento.

Venerdi era in programma la conferenza-dibattito “L’Italia riparte dalle Riforme”. Purtroppo su quel treno ci sono saliti in pochi, viste le presenze in sala dei partecipanti. I fedelissimi e altri pochi intimi per assistere alla passerella di grossi calibri come il Ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, il senatore Bruno Astorre e l’ on.le Renzo Carella, e come padrone di casa il sindaco di Zagarolo Giovanni Paniccia. E se si tolgono i vari rappresentanti delle sezioni del PD coinvolti nell’organizzazione dell’evento, cioè le sezioni del Partito Democratico di Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Colonna, San Cesareo, Palestrina, Genazzano e Cave, si possono certamente contare sulle punte delle dita i cittadini che hanno partecipato. Insomma chi ha assistito all’evento ha potuto constatarela totale disintegrazione nelle sezioni locali.

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A San Cesareo si è arrivati addirittura a contestare il coinvolgimento quale sezione aderente all’organizzazione , in quanto il direttivo con il suo presidente di Sezione non aveva mai dato la propria adesione, come invece appare sui manifesti affissi dappertutto. Si vocifera anche che “la tre giorni” è stato fortemente voluto per verificare la reale forza di “Re Astorre” e della sua corte in vista della spartizione di potere della futura “Città Metropolitana”.

Parlavamo all’inizio di cartina di tornasole. Ebbene la situazione che ne è emersa non è delle più incoraggianti. Un PD spaccato, come lo è a Palestrina dove la vecchia nomenklatura formata da “brontosauri”, come Benedetto Cilia, Memmo Lulli, Raoul Mattogno, Nazareno Dolce, Igino Macchi e Adolfo De Angelis, si è fatta vedere a dispetto del nuovo che ha preferito disertare. A qualcuno che ha chiesto a Ludovico Rosicarelli, indiscusso leader di “ Adesso Noi” si è sentito rispondere ”Impossibile far parte del Pd qui a Palestrina, a contatto con soggetti che non hanno a cuore la propria città, ma solo l’interesse personale.”

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Anche a Zagarolo le cose non sono diverse. Si vocifera cheper le prossime elezioni di primavera, saranno ben 3 le coalizioni di ispirazione Partito Democratico che si contenderanno la poltrona di sindaco, Una dell’attuale Giovanni Paniccia, una seconda che avrà per leader Emanuela Panzironi ed una terza che potrebbe essere l’inciuciata Calzoletti & C., memore quest’ ultimo del detto “A volte ritornano”.

E sua maestà Leodori? Come al solito scenderà in campo all’ultimo momento anche se a Zagarolo le cose sono cambiate e non è più quell’ “Onnipotente” di un tempo.

La festa continua stasera e domani. Staremo a vedere le novità: Una cosa è certa non vorremmo che si ripetesse quello che un proverbio dice “Passata la festa…gabbato lo Santo”. Solo che questa volta è un intero paese ad essere gabbato.

Di Antonio Gamboni

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