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j'accuseDopo l’esperienza positiva del mio libro di memorie “L’unico capolavoro è vivere”, dato alle stampe giusto un anno fa, in molti mi hanno esortato a scriverne un altro. Francamente speravo di non dover cimentarmi in un nuovo libro, raccontando le mie traversie di salute (che speravo aver superato dopo che per ben 5 volte ho dovuto combattere contro tumori maligni) e le mie avventure di cittadino che ha visto passarne di tutti i colori in questa Italia sempre più criticata e che ci esalta solo in occasione di manifestazioni sportive.

Evidentemente qualcuno di Lassù (forse il mio Santo disoccupato protettore) mi è venuto incontro, facendomi riprovare gli stessi disagi già vissuti altre volte con un improvviso malore che mi ha portato, ancora una volta, alle soglie dell’Aldilà.

Sul fronte, invece della vita quotidiana, quello che mi sta succedendo ha qualcosa di Kafkiano. Da circa 9 mesi mi sono trasferito a Palestrina, convinto di aver fatto il salto di qualità, passando da un paese dormitorio in una cittadina piena di storia e cultura. Che delusione! Puoi avere anche delle vere e proprie cave di diamanti ed oro ma se non hai chi sia in grado di sfruttarle è come non averle. Non parlo solo per criticare ma è mia abitudine parlare con prove alla mano.

Quando le condizioni me lo permettevano, trascorrevo le mie vacanze estive in un piccolo paese della Valsugana, nel Trentino, Pieve Tesino. Conosciuto per aver dato i natali ad Alcide De Gasperi, uno dei più grandi statisti italiani. Ebbene hanno affidato ad un noto architetto italiano la riconversione della sua casa natale in un museo. Un museo virtuale in quanto pochi i cimeli, se non un letto, una culla e qualche decina di foto, sono giunti fino a noi. Ebbene non potete immaginare quanti visitatori entusiasti si immergono in un mondo suggestivo fatto di filmati, e cimeli delle due grandi guerre mondiali.

A Palestrina invece, che potrebbe essere qualcosa di più viste le vestigia e i monumenti che ha, si pensa solo di concimare il proprio orto, al massimo quello di un cortigiano strettamente vicino.

Per loro valorizzare il turismo significa solo festeggiare il Giglietto o il Palio di Sant’Agapito. A nulla vale se poi si hanno luoghi dove non sono state mai abbattute le barriere architettoniche, dove uno come me vive sequestrato in casa perché non ci sono le rampe per poter uscire di casa.

Dove si fanno figli e figliastri a seconda del postulante che si reca dal Primo Cittadino per soddisfare una propria richiesta cambiando le ordinanze emesse pochi giorni prima.

Dove non si fa nulla contro le prepotenze di chi prova a fare qualcosa di buono, basta leggere i miei precedenti editoriali per rendersi conto di cosa parlo.

Ebbene, anche per sentirmi vivo e per dare un ulteriore impulso, i vari capitoli li scriverò direttamente su La Notizia2. Saranno dei veri e propri “J’accuse” contro il mondo che mi circonda. Del resto siamo i diretti discendenti dei romani che si divertivano andando al Colosseo o in altri stadi a vede sbranare cristiani da belve, o lotte tra gladiatori spesso all’ultimo sangue.

Antonio Gamboni

 

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