È UN ANNO ORMAI CHE MAURO PAOLACCI CI MANCA CI MANCA LA SUA PRATICITA’, LA SUA ABILITÀ E PROFESSIONALITÀ DI IMPRENDITORE MAURO HA CREATO OPERE AMMIREVOLI, UTILI E DETERMINANTI SAN CESAREO GLI DICE GRAZIE
Il 23 Aprile del 2025 Mauro Paolacci ha chiuso con questa terra. È stato un operatore completo, competente e dinamico. Si è spento in poco tempo e quasi in silenzio. Ma chi era Mauro Paolacci? A San Cesareo e in tutto il circondario lo conoscevano un po’ tutti per via della sua attività e per il suo stile da “public relation”, Immune da timori reverenziali e sudditanze psicologiche. Papà Urbano, originario di Guadagnolo e mamma Clara, di Cesena, hanno avuto quattro figli: Marcello, Fernando, Mauro e Clementina. Il Paolacci padre ha creato un’impresa di trasporti, nella quale entravano, via via che crescevano, i suoi ragazzi. Così l’impresa si è ingrandita sempre di più, grazie all’ apporto delle nuove leve, che si rivelavano sorprendentemente più che capaci ed intraprendenti. L’impresa Paolacci nel tempo è diventata un gigante dell’imprenditoria, in quanto comprendeva varie diramazioni, che andavano dalle costruzioni edilizie, agli impianti di conglomerato bituminoso, agli asfalti delle strade, al mantenimento del manto stradale, anche con uso del sale in periodi di gelo. Praticamente non c’ erano più limiti nella sfera delle competenze dei Paolacci e dei loro attivissimi operatori. A tutto questo si aggiunga un parco macchine di tutto rispetto con conduttori e meccanici di primo piano. E non finisce qui, perché i macchinari sono stati e sono sempre all’ avanguardia, rispettosi dell’ambiente. Mauro era molto attento al rispetto delle leggi e alla sicurezza dei suoi dipendenti. Spesso era a lavoro tra di loro come un comune operaio. C’era armonia, reciproco rispetto e stima dal più anziano. Fino all’ ultimo arrivato. Si agiva tutti come in famiglia. Anche ora che c’ è il figlio Marco non è cambiato nulla, anzi si è aggiunta una marcia in più per perfezionare e fare andare bene ogni cosa. Mauro Paolacci era una persona che ha incarnato pienamente e bene gli standard sociali dei grandi del suo tempo. Se l’è cavata sempre con abilità sia con soggetti politici che di altri ambiti del vasto orizzonte di questa esigente e complessa società. Sempre doc le sue scelte femminili. Non tantissime, solo tre quelle con cui ha fatto sul serio, come compagno e come padre. Dei suoi quattro figli una, Giada, ha avuto un destino crudele: è morta giovanissima. Era bella, dolce e odorosa come “na rosa ‘e maggio”. È stato un dolore immane per coloro che la conoscevano e che le volevano bene. Oltre Giada, c’ erano la sorella Annalisa e il fratello Dino, mentre il quarto e ultimo è stato Marco. I ragazzi di Mauro si sono perfettamente inseriti nelle imprese dei Paolacci. Papà Mauro era orgoglioso di loro, come lo era dei suoi fratelli, della sorella, dei famigliari acquisiti, dei suoi collaboratori, dei tantissimi amici e conoscenti. Una persona così si conquista rispetto, ammirazione ed emulazione. San Cesareo non può dire che grazie ad uno dei suoi più valenti cittadini e avere di lui una bella e sincera memoria. In realtà Mauro è stato un personaggio che ha contribuito a rendere il suo paese speciale, soprattutto nel campo dell’industrializzazione, avvalendosi anche delle più avanzate tecnologie nell’ esecuzione accurata e rapida dei lavori commissionati da vari Enti. Come uomo, poi, è di quelli che non si dimenticano, di quelli che lasciano segni reali di progresso, di civiltà e di grande umanità.
Pino Pompilio









