Sharing is caring!

Il 15 dicembre del 2025 il ruolo di Vice Sindaco è passato da Stefano Sabatucci ad Arianna Bellia. Nessun rimescolamento ai vertici dell’Amministrazione comunale, ma semplice cambio così come preventivato all’atto dell’insediamento della compagine eletta, in seguito alle votazioni del 14-15 maggio del 2023. Il Sindaco, Alessandra Sabelli, nella seduta per la convalida degli eletti e per l’assegnazione delle deleghe di Vice Sindaco e degli Assessori, aveva così stabilito: metà mandato al Sabatucci e il restante alla Bellia. Chi bene inizia è già a metà dell’opera, dicono i proverbi e, secondo il saggio detto, la parte più difficile toccava al Sabatucci, chiamato a svolgere compiti di primaria importanza nelle duplice veste di Vice Sindaco e di Assessore all’ Ambiente. La Sabelli, nella cerimonia del 15 dicembre 2025, come pure i due “staffettisti, che si scambiavano il testimone di Vice Sindaco, non sono andati oltre la retorica dei ringraziamenti per il lavoro svolto e gli auguri per quello futuro. Apprezzabile, comunque, la volontà di attenersi agli impegni presi con i cittadini per il bene della comunità e del territorio di San Cesareo. San Cesareo, dopo 36 anni di autonomia, sta segnando ancora il passo.   Non svetta, non ha ancora dimostrato di fare da sé. Non è andato oltre il comune andamento che aveva determinato la vera causa della separazione dei due Comuni. San Cesareo voleva molto di più per la sua posizione di avanguardia, di esigenze di sviluppo e di imprenditorietà. Zagarolo era ed è un paese legato al suo importante passato storico, alle sue attività artigianali, agricole, vinicole e folcloristiche, mentre San Cesareo era un centro di nuova costituzione, senza storia, tradizioni e costituito da gruppi etnici provenienti da territori sia vicini che lontani. Un misto di culture, di usi e costumi multiformi. Unico interesse per il giovane paese è stato quello di utilizzare al meglio le opportunità derivanti dalla felice posizione lungo direttrici stradali tutte confluenti verso la capitale. Roma, un bacino di possibilità di impiego, di lavoro, di prosieguo di studi universitari, di carriere in politica o in altri campi, come anche di smercio dei ricchi e pregiati prodotti ortofrutticoli come la bionda e invitante Uva Italia. Il divorzio con “la madrepatria”, avvenuto l’11 aprile del 1990 è finora politicamente e amministrativamente non ha funzionato. La stessa espansione urbanistica è avvenuta a scoppio di bomba, così, alla rinfusa, senza alcun PRG (Piano Regolatore Generale). Si è andati avanti con varianti urbanistiche e con opere da effettuare come contropartita ai beneficiari delle concessioni date ai richiedenti delle varianti. San Cesareo è diventato un paese difficile da governare. Ogni tentativo di decollo indipendentistico e sovrano si è arenato nel cosiddetto gioco di squadra, di minuto mantenimento, di comune routine delle forze politiche ai vari governi della città. Non si è visto finora un elemento che abbia lottato con coraggio, volontà, determinazione per dare a San Cesareo uno stile, un aspetto di città nuova, originale, ordinata e pronta ad ogni sfida del complesso tempo attuale. Giorni tutti uguali, piatti, senza quel tocco di immediata praticità e funzionalità. Così tante attività e opere restano iniziative, incompiute e abbandonate. Vedi, per esempio, lo spostamento del mercato settimanale. Sta languendo là dove sta. Arianna Bellia, Vice Sindaco e Assessore, è il tuo momento di gloria. Sveglia San Cesareo dal suo sonno da bella addormentata.

Pino Pompilio

Comments

comments