VETTE ECCELLENTI NON SI RAGGIUNGONO MAI QUANDO SEMBRA CHE IL “PARADISO” CHE TI ASPETTAVI È LÌ È, INVECE, SEMPRE PIÙ SÙ ALLORA CI FERMIAMO O SCONSOLATI CI VOLGIAMO. INDIETRO? SARÀ, MA È SICURO CHE IL” NON PROGREDI È L’ EST RECREDI”. A PARTE ANCHE CHE “CHI SI FERMA È PERDUTO” LA SITUAZIONE PLANETARIA ATTUALE È DIVENTATA INGESTIBILE ALLE METE DI PACE SI GUARDA E NON SI GUARDA SI PRECIPITA, AL CONTRARIO, SEMPRE PIÙ GIÙ
Ogni giorno una, ma quasi mai bella. Ogni volta notizie di guerre, massacri, genocidi, aggressioni, stupri e violenze di ogni genere. Un personaggio che tenta di stabilire la pace nelle zone più calde del pianeta è il Presidente americano Ronald Trump. Molti lo approvano e lo seguono, ma è una sparuta minoranza a dargli retta, i più lo ridicolizzano, lo avversano, ne fanno un articolo da “usa e getta”. In effetti di cose da dire sul suo operato non del tutto limpido e disinteressato ce ne sono a iosa, specie nel campo della guerra dei dazi e nella stessa politica interna americana. Nella politica internazionale Trump, se avesse una buona dose di rispetto e di finezza diplomatica per gli altri personaggi della scena internazionale sarebbe sicuramente meglio. A prescindere da tutte queste considerazioni è certo che sta dando una spallata all’ attuale sistema politico, diventato obsoleto, macchinoso e inefficace. Ci siamo impantanati. Non riusciamo ad andare da nessuna parte e per di più ci ostiniamo a credere di essere forti e uniti e di contare ancora qualcosa di determinante. Ma di che? Il futuro dell’Europa è sul Mediterraneo, sui paesi del Medioriente e perché no verso l’intera Africa. L’ Asia vada per i fatti suoi, ma con buoni rapporti con il vecchio continente. E la Russia con chi dovrebbe stare? Senza alcuna esitazione noi siamo, non da adesso, ma da sempre, con la Russia. Un’ Europa senza la Russia è inconcepibile, sotto qualsiasi punto di vista. Noi stiamo bene con il popolo russo e con il suo territorio come il popolo russo sta bene con noi. È vero che abbiamo raggiunto considerevoli obiettivi tra la fine del XX° e l’inizio del XXI° secolo, però i successi conseguiti hanno causato spiacevoli cedimenti al benessere e al progresso derivato dall’ Unione degli Stati europei. Invece che migliorarlo stanno distruggendo il bel giocattolo della UE, concepito dai padri fondatori e realizzato con intelligenza, determinazione e passione dai protagonisti dei Patti di Roma del 1957. Al momento attuale la UE è un totale fallimento Non c’è nulla di ciò che si voleva. Molti paesi dei 27 sono in gravi difficoltà soprattutto per la progressiva perdita della propria identità. Tra I paesi più sofferenti di tale perdita c’ è l’Italia, che sta perdendo tanti dei suoi ineguagliabili primati. La guerra nel Medioriente come quella tra Russia e Ucraina sono focolai di grossi mali, che inguaiano e dividono il mondo. Come si fa ad ottenere la pace in un tourbillon continuo di manifestazioni e proteste ovunque, volte a prendere le difese o dell’uno o dell’altro dei contendenti sui fronti di guerra o ad accusare i rispettivi capoccia di crimini di guerra, di genocidi, di violazioni di trattati, di tradimenti, di corruzione e di altre infamità? Chi è in grado di fermare queste masse inferocite, che scendono nelle strade e nelle piazze per andare a favore o contro qualcuno o qualcosa, seminando rabbia, tensioni, danni, praticamente tanto odio? Sembra ritornati nel Medioevo, a quando si pensava che il mondo sarebbe finito con l’avvento dell’Anno Mille. Tutti si dovevano convertire, pentirsi dei peccati, fare penitenza. Le popolazioni, passato indenne l’Anno Mille, hanno tirato un sospiro di sollievo per la scampata fine e la vita è ritornata a rifiorire. Già nel Duo-Trecento abbiamo la splendida Civiltà dei Comuni con i tre grandi Dante, Petrarca e Boccaccio, per non parlare di San Francesco e del francescanesimo. Che fare a questo punto? Quale Messia può placare gli animi e dare loro speranze certe di pace e di concordia? Facciamo come nell’ attesa dell’Anno Mille o come al termine del 13° batkun, fissata per il 21 dicembre del 2012, in base al calcolo del ciclo cosmico dei Maya. Siccome non è successo nulla e poiché il tempo è galantuomo, aspettiamo con pazienza e fiducia che passino questi tempi così tormentati. I popoli riacquisteranno la ragione e si convinceranno che sono proprio le guerre a riportare la pace e la volontà di vivere nuovamente in modo felice. La storia è anche fatta di queste bizzarrie, che devono fare il loro tempo e avere il loro sfogo. I super macellai di intere popolazioni di oggi scompariranno come puntini neri, che restano invisibili nell’ abbagliante luce del sole.
Pino Pompilio












