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Domenica, 1 marzo 2026, San Cesareo in festa per via della inaugurazione dell’”Osteria San Cesario”. In verità non è una nuova inaugurazione, quella originaria è avvenuta venerdì 7 novembre1995. In quell’occasione c’ erano i fondatori: Pietro Ferracci e Anna Dente, nonno Emilio, nonna Maria e loro nipoti Emilio, Angela e Alessandro. Appena una quindicina gli intervenuti a quel primo varo, non l’oceanica partecipazione odierna. Il duo iniziale, cioè Pietro e Anna, abili ed esperti macellai, perché lì prima c’era la loro macelleria, hanno fatto centro. L “Osteria di San Cesario” non è rimasta una semplice osteria da paese, è salita a locale pluristellato. Non si sa a quante stelle. Il segreto di un successo sempre più in crescendo è stato ciò che si preparava in cucina. Non chissà quali specialità ad alto livello, ma piatti umili, il top della cucina nostrana, romana, laziale. Chi si affaccendava ai fornelli era Anna, consigliata e assistita da nonno Emilio e da nonna Maria, quella che diventerà in breve tempo altro che chef, altro che gourmet, altro che cuoco di fama. Un’ Ambasciatrice di quella cucina, fatta di cose semplici, appena raccolte nella rigogliosa campagna, prese dagli allevamenti bradi, conditi e cucinati con maestria contadina. Si ritornava alle tradizioni, alle usanze paesane e alla genuinità dei prodotti diretti della terra. Niente contaminazioni industriali, niente sofisticazioni e presentazioni ingannevoli come si fa di solito oggi. Ogni cosa raccolta, preparata, cotta e messa in tavola in un locale a piani variati e accoglienti con spazi caratteristici. Su quelle tavole profumate di bucato arrivavano piatti fumanti di lane al baccalà, matriciana con gnocchetti a coda de soreca, abbacchio o capretto alla scotta dito, carciofi alla romana (specialità di Anna), puntarelle alle alici (al posto del gustoso garum dei Romani), amaretti e altre bontà. Il menù era vario e invitante. Che magnate, ragazzi e tutti soddisfatti e contenti!  Presto a varcare la soglia di quell’ Osteria non era solo gente locale, ma persone che venivano dai paesi del vicinato e anche da Roma. E proprio da Roma, la “Caput mundi”, che l’Osteria di San Cesario divenne famosa non solo nel Lazio, ma nel resto dell’Italia, in Europa e nel mondo. L’astro nascente di Anna Dente ha dovuto via via andare lei a cucinare in altri paesi e città in tante altre parti della terra. E sempre con successo, a dir poco, strepitoso. Addirittura è successo che tanti bravi e aspiranti chef sono venuti a San Cesareo per imparare le ricette   e il modo di cucinare di Anna. Perfino dal Giappone sono arrivati e hanno sostato qui da noi giovani apprendisti. Al loro ritorno in patria hanno aperto un ristorante, intitolandolo alla “Sora Anna”. L’ inaugurazione di domenica vuole essere una sfida, non un semplice tentativo di ripristinare la ormai leggendaria Osteria di San Cesario. Era ora che il nuovo trio, costituito da Gianmarco e Luca Simoncini insieme a Lina Chiapparelli, le ridessero vita come una novella Araba Fenice, sollevandola dal degrado, dall’ abbandono e dalla nullità in cui era caduta. Infatti, dopo i mitici fondatori, in seguito alla scomparsa di Anna il 25 novembre del 2020, quell’ oasi di delizie culinarie, è passata a due giovani gestori, che non hanno di certo brillato, per poi abbandonare del tutto l’Osteria. Con loro non c’ è stato un ulteriore passo avanti, ma una fuga rovinosa all’ indietro. Si è toccato il fondo. Il silenzio e la dimenticanza aleggiavano su quell’ angolo di piazza Giulio Cesare. Un altro punto oscurato, dopo quello del Bar Centrale. Povera Piazza, che brutto destino ti è toccato, almeno fino a qualche giorno fa! Proprio in piena quaresima, la seconda per l’esattezza, si è verificato un anticipo di sapore pasquale: la rinascita dell’Osteria con tanta folla, con tante cose buone da mangiare, con tanta allegria e soddisfazione di tutta San Cesareo. Lina, Luca e Gianmarco sono partiti alla grande. Anna da lassù sicuramente è ritornata a sorridere e con lei la nostra autentica e intramontabile cucina romana.

Pino Pompilio.

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