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Ogni anno, il 27 agosto, ricorre la festa del Santo Patrono, San Cesareo. L’ omonimo paese, diventato comune nel 199O, iniziava una sua propria storia, quella dell’indipendenza dal comune di Zagarolo e della raggiunta autonomia. Il neo comune già aveva un bel bagaglio patrimoniale e culturale, in quanto era parte integrante dello storico comune di Zagarolo, ma con la divisione c’ erano tante cose nuove da fare. E San Cesareo le ha fatto alla grande. Tra queste la designazione del Santo Patrono. Non più San Lorenzo, che è quello di Zagarolo. È toccato a San Cesareo, di cui già si aveva una statua in chiesa e poi, cosa non assolutamente trascurabile, la località portava pressoché dalle origini il suo nome. Altri Santi, come San Giuseppe, cui è dedicata l’unica Chiesa presente sul territorio del neo comune, Sant’ Antonio di Padova, Sant’ Antonio Abate venivano festeggiati con caratteristiche particolari nei giorni delle loro ricorrenze. Per San Cesareo Patrono è stato fissato il 27 di agosto, in un periodo in cui bisogna inventarsi di tutto per poter organizzare una festa come si deve. La cittadina è come deserta per via delle ferie e, questa volta, per il perdurare del gran caldo.  Comunque, da venerdì 28 sono iniziati i festeggiamenti, terminati domenica 30. Tutto sommato, niente male quanto a presenze e partecipazione di autorità religiose, civili, militari e sociali. Quasi inesistenti i fedeli. Immancabili i contorni tra giostre e giostrine, stand gastronomici e stand di varie attività similari. Sulla piazza Giulio Cesare il palco per gli spettacoli, premiazioni e quant’ altro da presentare e far apprezzare dai cittadini. Il primo giorno si è iniziato con le celebrazioni religiose in onore del Santo. Messa solenne con un sorprendente Coro, processione con la Banda, con i sindaci dei comuni vicini nelle loro fasce tricolori, con i carabinieri e altri soggetti riconoscibili nelle loro divise. Pochissimi i fedeli al seguito del Santo. In tanti, al contrario, già avevano preso posto ai tavoli sulla piazza a sorseggiare bibite fresche e a sgranocchiare noccioline, in attesa di ben altro da mettere sotto ai denti. Rientrata la processione sono stati aperti gli stand ed è iniziato lo spettacolo programmato nel corso del quale sono state premiate varie Associazioni, che si sono distinte per meriti. In primis la rinata Pro Loco. Nei rimanenti due giorni solito tran tran, tipico di queste feste popolari. Di San Cesareo non se n’è parlato più. È rimasto in chiesa, in bella vista, non nella sua nicchia. Chi entrava lo venerava con preghiere di devozione a suo onore e gloria. Ben poca cosa per il Santo Patrono e, in genere, per chi è al di sopra di tutti e di tutto, il Signore Dio nostro. E questo è tutto? Poniamo la parola fine per lasciare le cose così come stanno o lasciamo che vadano sempre più in declino? San Cesareo, tenuto conto che questa cittadina è stata affidata a te, pensaci tu. Dalle una mossa a far sì che gli interessi dell’anima non siano sommersi da quelli materiali. Incomincia con i bambini, con i più giovani ad accendere il loro cuore d’ amore per te. Se lo fanno loro, anche padri, madri, sorelle, fratelli, parenti, amici e tutti gli altri seguiranno il loro esempio. La nostra comunità ritornerà a fiorire. Tu lo puoi e lo devi, sei il Santo Patrono. Chi altri se no può prendersi cura di San Cesareo?

Pino Pompilio

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