PALESTRINA, IL CARNEVALE E LA QUARESIMA
Leggendo il manifesto del Carnevale prenestino curato dalla pro loco di Carchitti(!) si scopre che l’ultimo giorno di carnevale qui a Palestrina è domenica 22 febbraio, prima domenica di Quaresima e che sono in programma:
Ore 15:00 Sfilata CARRI ALLEGORICI, Trampolieri, Bolle di sapone Giganti, Clown e MAGIE COMICHE e il saluto di Winnie the Pooh, Tigro, Topolino e Minnie (Carchitti).
Chiudere il carnevale nella prima domenica di Quaresima dimostra una ignoranza di quelle tradizioni popolari che volenti o nolenti si basano sul calendario liturgico e offendono i tanti cattolici che dal “mercoledì delle ceneri” (18 febbraio) raccolgono l’invito “a buttar giù le maschere, a fare un po’ di verità, a coltivare speranza invitandoci a dire di sì, a coinvolgerci e a comprometterci per un miglioramento nella società, smettendola di assumere sorrisi di plastica come se niente fosse. Siamo invitati a riconoscere che qualcosa non va in noi stessi, nella società e nella Chiesa, di cambiare, di cercare ciò che giova per il bene comune e non solo ciò che piace”.
Rimane comunque il fatto che il cristiano palestrinese vivrà quel giorno e quelli successivi nella preghiera, nel digiuno e nell’elemosina.
Difendere le tradizioni significa salvaguardare quelle identità popolari che costituiscono la base di una comunità. Il termine “tradizione” infatti significa consegnare qualcosa a qualcuno. Comunemente si è inteso attribuirle il significato di credenze, modi di comportamento, norme consuetudinarie in cui un popolo si riconosce e si tramanda e che sono poi quelle che ne caratterizzano la vita , la concezione del mondo e ne costituiscono la sua cultura. Uno dei motivi di crisi della nostra società risiede proprio nella rottura delle tradizioni, che da molti vengono identificate come “conservazione” in antitesi a “modernità”. Chi ha preparato il programma del Carnevale prenestino, pensando forse di essere in linea con la nuova tendenza della rottamazione e del modernismo giovanilista, ha pensato bene di rottamare la “quaresima” a vantaggio del “carnevale”. Si dirà che la quaresima è un rito cattolico e che noi viviamo in una società laica. Ma la nostra è una società che basa il suo calendario di festività sulle ricorrenze religiose cattoliche e alcune civili (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno). O in nome di una indifferenza religiosa e culturale vogliamo abolire tutte le festività religiose cattoliche con le conseguenze però che lascio immaginare?
Nella Bibbia non c’è un divieto esplicito di divertirsi anzi nel Qoèlet (3,4) si dice che c’è “un tempo per ridere … e un tempo per danzare”. E “ridere” e “danzare” può essere inteso anche come “festeggiare” e anzi la parola di Dio invita alla gioia e come ha anche ribadito Papa Francesco : «Un cristiano senza gioia o non è cristiano o è ammalato. Una volta ho detto che ci sono cristiani con la faccia da peperoncino in aceto… Sempre la faccia così! Anche l’anima così, questo è brutto! Questi non sono cristiani. Un cristiano senza gioia non è cristiano. È come il sigillo del cristiano, la gioia. Anche nei dolori, nelle tribolazioni, nelle persecuzioni pure”
Nell’anno liturgico della Chiesa cattolica, il Carnevale (della durata di sette giorni antecedenti il mercoledì delle ceneri) è considerato un tempo di preparazione alla Quaresima, periodo in cui si iniziava l’astinenza dalle carni praticando il digiuno, l’elemosina e la preghiera. Carnevale viene dal latino “carnem levare” (“eliminare la carne”), poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva subito prima (martedì grasso) del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima che iniziava con il mercoledì delle Ceneri.
Con l’avanzare poi di un modello di società e stili di vita basati sui processi di laicizzazione e consumistici il Carnevale, come molte altre feste che in passato rivestivano una grandissima importanza simbolica e spirituale e che invece oggi sono ridotte per lo più a mere occasioni consumistiche e commerciali, ha perso la caratteristica sua propria per dilatarsi ben oltre il mercoledì delle ceneri, effetto questo di una crescente secolarizzazione, e conseguente assimilazione del profano (carnevale) sul sacro (la quaresima). Lo stile di vita che vediamo avanzare, e anche noi qui a Palestrina non ne siamo esenti, si fonda su una società vuota che propone l’illusione del consumismo sotto forma ad esempio dello sballo del sabato sera, del ricorso al gioco d’azzardo, del sesso vissuto come un gioco di inutili incontri, dell’abuso di alcol e droghe….. E’ un modello di società vuota basata sull’avere anziché sull’essere e a questo modello Papa Francesco ha esortato a dire no: “Il ricco – dice a se stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni… riposati, mangia bevi e divertiti! Ma Dio gli dice: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la vita. E quello che hai accumulato, di chi sarà?” (Lc 19). “La vera ricchezza – dice il Papa – è l’amore di Dio, condiviso con i fratelli”.
Nel Messaggio di Quaresima 2015 il Papa ci ha invitato a vincere l’indifferenza che è una reale tentazione anche per noi cristiani e allora proprio nel tempo di Quaresima “dobbiamo sentire il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano”.
Accettare quindi che una periodo liturgico “forte” quale la Quaresima che rappresenta per tutta la comunità cristiana il momento di preparazione alla Pasqua, venga “confuso” con una festa “della carne” è grave e rappresenta un segnale che il profano vince sul sacro, che il modello economico capitalistico si sia ormai stabilizzato (dove l’avere vince sull’essere), che essere cristiani significa agire da cristiani e non “agire da pagani” perché “a ogni cristiano è chiesto di essere coerente in ogni circostanza con la fede che professa…..e a dare testimonianza a Gesù nell’umiltà, nel servizio silenzioso, senza paura di andare controcorrente e di pagare di persona” (Papa Francesco).
E la coerenza è quella che mi sarei aspettato dai tanti cattolici presenti fra i nostri amministratori in Consiglio Comunale pronti a chiedere i voti in nome dei principi cristiani ma incapaci di alzare la voce quando è necessario…..
Roberto Papa




