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IL CORONAVIRUS NON FA DISTINZIONI E SCONTI – BANCHE E OSPEDALI SOTTOPOSTI A PRESSIONE – IMPRESE E LAVORO IN TILT – INADEGUATI ” I RISTORI” Le attività che oggi sono in maggiore sofferenza sono gli ospedali e le banche. I primi si occupano e si preoccupano della nostra salute, le seconde delle nostre tasche. Se le tasche sono più o meno piene è possibile campare, se sono vuote non si campa proprio. La pulizia, dice un detto, fa bene a tutto fuorché alle tasche. La pandemia da coronavirus ha cambiato alquanto le carte in tavola. Il gioco da divertente è diventato rischioso. La salute gioca alla roulette russa e altrettanto fa l’economia. Gli ospedali sono al limite delle loro possibilità e il personale medico e paramedico è all’estremo. All’esterno delle case di cura c’è l’assedio con file di ambulanze, di altri ammalati, di urgenze, di disperazione. Se i vaccini, le cellule monoclonali, il plasma iperimmune dei guariti e altri rimedi dovessero avere pieno successo e seppellire il virus negli abissi degli oceani, la ripresa non sarà di certo un ritorno al “lavoro usato”, cioè a ciò che eravamo e facevamo prima. Tante, troppe cose sono mutate. Occorre cambiare abitudini e mentalità. Si ricomincia da capo. Le banche sono state chiamate a svolgere, oggi più che mai, il loro ruolo economico centrale di sostegno alle imprese e alle famiglie, riorganizzando processi ed uffici al fine di essere pronte a rispondere alle migliaia istanze. Le richieste di aiuto vanno dagli aumenti di fido temporaneo, ai prestiti super agevolati. Anche le famiglie, nei casi di perdita di lavoro o di accesso alla Cassa Integrazione, possono far ricorso alle sospensioni dei mutui. L’obiettivo è quello di ricreare le condizioni future, affinché torni la piena sostenibilità rispetto agli impegni assunti prima e durante la pandemia. Per le imprese la questione è più delicata. I decreti, è vero, hanno previsto prestiti agevolati, ma si tratta in sostanza di ulteriori debiti, anche se garantiti dallo Stato. Se sarà stata la soluzione giusta lo si vedrà nei prossimi 24 mesi, quando scadranno le prime rate. La cosa certa è che le attività economiche dovranno necessariamente tornare in equilibrio, prima che vengano compromesse dalle chiusure forzate di questi mesi. Sono riposte molte speranze nell’operazione “ECOBONUS”. Il banco di prova delle banche è di quelli epocali. Nessuno dovrà essere lasciato indietro. E’ in gioco l’economia del paese e milioni di posti di lavoro. Ci siamo fermati un po’ di più sul ruolo delle banche, per far conoscere meglio il loro difficile e complesso lavoro.La “par condicio” è d’obbligo. Con l’avvento dei vaccini e della nuova medicina il mondo si rimetterà in sesto.Soprattutto nel periodo iniziale, diciamo convalescenziale, si avrà bisogno di buoni sostegni. Li abbiamo e funzionano. Ora sosteniamo loro. Pino Pompilio

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