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Nell’imminenza della ricorrenza della sua morte.
Si cercano testimonianze per la sua beatificazione

Padre Giacinto Bracci (al secolo Giuseppe Bracci) nacque a Vignanello (Vt) l’11 Luglio 1877, in una famiglia contadina. Accolto nel Ritiro di S. Maria della Salute in Valentano (Vt), il 22 Giugno 1894 vestì l’abito francescano dell’Ordine dei Frati Minori e il 12 Novembre dell’anno successivo emise la professione dei voti religiosi, che confermò solennemente e in perpetuo l’8 Aprile 1899.

Compiuti gli studi di Filosofia e di Teologia, il 20 Dicembre 1902 a Rieti fu ordinato sacerdote. Nel 1905, dietro sua richiesta, fu collocato di famiglia nel Convento di Bellegra (Rm), dove visse ininterrottamente per circa 40 anni nell’osservanza delle rigide regole di quel Sacro Ritiro, dedito al silenzio, alla preghiera, al ministero del confessionale e all’umile ufficio di questuante, che esercitò nei paesi limitrofi, emulando gli esempi dei Confratelli migliori e acquistando ovunque la stima e la venerazione di quelle popolazioni, le quali ricorrevano a lui fiduciosamente per consigli e preghiere.

Raro esempio di obbedienza, durante l’ultimo conflitto bellico, aderendo ai voleri dei Superiori, passò dal “caro nido” di Bellegra (Rm) ad Orte (Vt) dal 1943 al 1944, successivamente a Bolsena (Vt) dal 1944 al 1945 e a Farnese (Vt) dal 1945 al 1948, quindi ancora a Bellegra (Rm), dove rimase fino al 1950, quando ad un nuovo invito dei Superiori, si trasferì al Convento di Sassoferrato (An).

Da qui, a causa della sua malferma salute, fu ricoverato prima nell’infermeria provinciale di Pollenza (Mc), poi nel Novembre 1966, nell’infermeria francescana “Regina Apostolorum” presso il Convento di S. Sebastiano alle Catacombe in Roma, dove il 17 Gennaio 1967 alle ore 22:30, terminò la sua vita terrena. Aveva circa 90 anni di età, 71 di vita francescana, 64 di sacerdozio.

Con Padre Giacinto, scompare una tipica figura di religioso francescano, che sembra vissuto fuori del suo tempo; esempio di non comuni virtù, dentro e fuori dal Chiostro, imponendosi al rispetto e all’ammirazione di quanti lo conobbero. Il suo corpo, com’egli aveva desiderato, riposa nella Cappella del Monte Calvario, presso il Sacro Ritiro di Bellegra (Rm) e la sua memoria rimarrà per sempre nel cuore dei numerosi devoti sparsi in diverse regioni italiane.

Quindi, chiunque ha conosciuto il frate, è pregato di portare la sua testimonianza al postulatore per la causa.

P.C.

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