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La storia del passato non è soltanto un ricordo, è una dolorosa eredità. Intanto, ancora per qualche giorno, facciamo finta di dimenticare , ma ci ritroveremo, al risveglio, come viaggiatori che hanno perduto il treno. Si deve riprendere il cammino con armi e bagagli appresso.
È vero! Non abbiamo visioni ottimistiche per il futuro. Del resto, come farle e su che cosa? Crediamo nella ragione, nel buon senso e nell’aiuto del Signore di lassù. Lui è nato in una grotta ed è finito su di una croce. Ci ha insegnato a soffrire, a sopportare, a perdonare e ad amare. È tutto ciò che può dare un senso alla nostra esistenza.
A livello mondiale la situazione è piuttosto caotica e preoccupante. Continua la guerra ucrainorussa, USA e Russia sono distanti anni luce, la NATO è sempre lì, tra i due litiganti, chi ci rimette è il terzo, cioé l’ Europa. L’ ONU qualche volta abbaia solamente, ma non fa niente di positivo, nè ne ha le possibilità, in quanto vecchio e obsoleto anche lui. Siamo rimasti alla conferenza di Yalta del 1943. Alla nostra fine nella seconda guerra mondiale.
La Cina sta a guardare, ora a destra, ora a sinistra. Sta bene attenta a salvaguardare i suoi molteplici interessi. Il resto del mondo è come se non esistesse.
L’Europa, anzi l’ UE, non ha continuato la sua formazione. È rimasta al tempo dell’adozione dell’euro. Ha perduto pure qualche pezzo. Vedi il Regno Unito con la brexit. I magnifici 28, anzi ora 29 con l’ accoglimento della Croazia, si illudono di salvarsi con lo scudo della NATO. La Russia, infatti, nonostante le buone opportunità avute, è ancora alla deriva e riprendere a dialogare con loro diventa ogni giorno più complicato. Non parliamo, poi, di tutti gli stati che sia all’ interno che all’esterno della UE creano contrasti e divisioni, come la Turchia e l’ Ungheria.
L’Italia, dall’ avvento al governo di una donna, Giorgia Meloni, potrebbe recuperare un po’ del tempo perduto in tante assurde lotte combattute più a battute che non con armi: “Ne ferisce più la lingua che la spada”, recita un’ antico detto. Ci vuole un po’ più di collaborazione, non serve mostrare sempre il “pollice verso”.
Completiamo le dolenti note generali con San Cesareo. Si avvicinano le votazioni per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. La lotta tra partiti e schieramenti diventerà più rovente dopo le consultazioni regionali del 13 febbraio, una cartina di tornasole dopo le politiche di settembre del 2022. Non sarà facile innanzitutto andare a votare, se non ci saranno valide alternative e garanzie di governabilità. Proprio ciò che è mancato da quando San Cesareo è diventato Comune.
Dove trovare uomini capaci di reggere le sorti delle super potenze mondiali, dell’ UE, dell’Italia, del Lazio e di un paese, ancora tutto da costruire. L’ unica via d’ uscita ce l’ha solo il popolo, quando è chiamato a decidere del suo destino. E il popolo si muove quando è costretto dalla fame e da impellenti necessità. Parola di Vincenzo Cuoco, storico napoletano, autore del “Saggio” sulla rivoluzione napoletana del 1799.
   Pino Pompilio

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