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saladinoRiceviamo e pubblichiamo:

Lo ammetto, un articolo su un anno di attività di una giunta, specialmente se scritto da un consigliere dell’opposizione, non è certamente qualcosa che attiri la curiosità. Quando sono entrato per la prima volta in Consiglio mi sono preoccupato per la complessità del lavoro da fare e, dopo, ancora di più per l’inconcludenza e l’arroganza politica che ho trovato. In ottobre è crollata una palazzina in centro. Spavento, stupore, commenti preoccupati. Se fosse avvenuto di giorno sarebbe stata una strage.
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Il Comune si è premurato soltanto di far sapere alla cittadinanza di aver fatto tutto quello che era in suo potere di fare. Si sono assolti da ogni responsabilità. Ci sarebbe molto da obiettare sulla gestione della vicenda prima, durante e dopo il crollo, ma non voglio rientrare sull’argomento ora.

Noi del Movimento 5 Stelle chiedemmo in quei giorni un incontro pubblico per discutere su un problema che ci riguarda tutti: la sicurezza nel Centro Storico e a Palestrina in generale. E loro: no, meglio di no, altrimenti le persone prenderebbero la palla al balzo per protestare. La risposta, oltre che essere sorprendente, è sintomatica di un certo modello di pensiero: chi è al governo non vuole sentire critiche, specialmente se legittime.

A Roma Renzi aggredisce tutti gli oppositori, qua da noi i suoi compari, più alla buona, non s’ingegnano nemmeno, fanno spallucce e vanno avanti. Eppure lo sapete voi come lo sappiamo noi: sotto via Pierluigi da Palestrina c’è una grande cisterna romana che sorregge palazzi e strada con le sue colonne ed è stato il cedimento di una di quelle colonne a causare il crollo. E le altre in quali condizioni sono? Ci sono pericoli per la cittadinanza? Chi ha competenza per intervenire? Il Ministero dei Beni Culturali ha chiesto un tavolo congiunto per analizzare la situazione.

In Consiglio l’Assessore alla Cultura ci ha detto di avere aderito alla proposta e che tecnici del Ministero e del Comune effettueranno insieme sopralluoghi nella cisterna e nelle cantine adiacenti per valutare le criticità. Ancora, però, non è stata fatta alcuna riunione né alcun sopralluogo. Da notare che la proposta è partita dal Ministero, non dal Comune, come sarebbe stato logico. Intanto gli abitanti di un’intera via non sanno se stanno correndo dei rischi o meno. Incapacità operativa? Inconcludenza? Noi del M5s, però, abbiamo la testa dura e continuiamo e continueremo a insistere, a chiedere interventi rapidi, perché non vogliamo disgrazie nella nostra città, perché non vogliamo avere paura per noi e per i nostri figli. Questa Giunta è adatta a governare Palestrina?

Dopo un anno possiamo dire che questa è un’amministrazione immobile, che non sopporta di essere messa in discussione e che cocciutamente non vuole confrontarsi con i cittadini. Questo fa il paio con la decisione di negare le piazze a qualsiasi manifestazione politica. La giustificazione data è eccezionale: decoro urbano. Vogliono evitare che sterminate masse di persone, accalcandosi nelle piazze per ascoltare un comizio, possano impedire ai turisti di apprezzare le bellezze architettoniche e paesaggistiche di Palestrina. Quali bellezze? Quelle che rischiano di franare nell’incuria?

Questi signori provano fastidio per il dibattito civico, anzi non lo contemplano proprio. La gente deve votare e poi zitti e buoni, a casa! Si passa dalla democrazia partecipata alla partitocrazia blindata. Il Consiglio Comunale nasce dal voto degli elettori e dovrebbe essere il luogo dove, rappresentando tutta la cittadinanza, si governa politicamente la città, mentre la Giunta dovrebbe essere l’esecutivo delle scelte del Consiglio, insomma quella che le mette in pratica. Invece avviene precisamente il contrario: la Giunta decide e il Consiglio ratifica. Loro hanno la maggioranza e la usano come un ponte levatoio.

Venite alle riunioni del Consiglio comunale e vi renderete conto di quanti, nella maggioranza, spesso abbiano le idee confuse sui punti all’ordine del giorno. Il buffo è che diversi consiglieri su molte delle nostre proposte si dichiarano d’accordo e poi votano contro. Sono così coscienti dell’inadeguatezza di questo modo di fare politica che spesso preferiscono insabbiare anche quello che hanno approvato con il voto. Un esempio per tutti è quello della diretta video delle riunioni del Consiglio Comunale.

La diretta streaming (così si chiama), da noi proposta, è stato dapprima approvata , ma poi, guarda caso, non è ancora partita. La diretta permetterebbe di guardare in faccia questi signori durante il Consiglio, capire come si comportano, cosa dicono, anzi cosa non dicono. Sarebbero esposti al giudizio degli elettori, meglio non correre rischi! Questo modo di fare si chiama ‘muro di gomma’ e in Italia ne vediamo continui esempi. Mi fermo qui, avrò modo di tornare su tante di queste questioni, ora, dopo un anno, domando a questi signori: in coscienza, potete dire davvero di essere adeguati al ruolo che ricoprite?

Rispettate gli impegni che vi siete presi con gli elettori? Immagino già la vostra risposta. Un’ultima cosa, la più importante: risolvete il problema di via Pierluigi, assumetevi le vostre responsabilità, fate quello che deve essere fatto, rapidamente, anzi urgentemente. Infine cercate di trovare il coraggio di confrontarvi con la cittadinanza regolarmente e democraticamente. O non sapete più come si fa?
Andrea Saladino
Portavoce del M5S di Palestrina

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